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Verona-Juve. Minimo indispensabile

  • di
kean verona juve
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Il nostro primo tiro in porta contro la difesa più perforata del campionato arriva al minuto 37. Occorre dire altro per una squadra attualmente quarta in classifica?
Qualcuno dirà che dopo la vittoria contro l’Inter era ragionevole aspettarsi un rilassamento. Magari in una situazione normale si. Ma questa nostra stagione di normale ha poco.

Con la vittoria contro in nerazzurri avevamo superato uno degli ostacoli più difficili dell’anno ovvero vincere contro una big (cosa che non avveniva da secoli). Oggi avevamo un obiettivo ancora più importante: conquistare i 3 punti per rientrare in zona Champions. Insomma, avversario a parte, di motivazioni per mangiarsi il campo avrebbero dovuto esservi. Eccome.

Invece, dichiarazioni pre partita a parte, in campo entra una squadra svogliata, forse stanca, di certo a immagine e somiglianza della filosofia Allegriana del controllo e dell’addormentamento della partita aspettando il momento buono.

E il momento buono arriva attorno al sessantesimo, quasi a dar ragione al Mister, con un passaggio illuminante di Milik a Rabiot e una palla servita a Kean che, nonostante provi a non fare gol, riesce a metterla dentro.

Tirati i remi in barca (perchè di palle in porta invece non ne tiriamo più) contro l’ultima in classifica viviamo mezz’ora di totale povertà d’animo.
Prima il Var ci salva da un rigore per fallo di mano di Danilo solo perché viene valutato troppo ravvicinato il rimpallo che fa carambolare la palla su di lui.
Poi, nuovamente il Var, interviene addirittura a togliere un altro rigore, questo già assegnato per un fallo di Bonucci che in realtà si scopre essere arrivato un millesimo prima dell’avversario sul pallone.
Infine al 91′ Alex Sandro, da poco entrato, fa la cosa migliore della sua stagione atterrando all’ultimo momento buono Lasagna lanciato a rete. Cartellino rosso ma possibile pareggio nuovamente sventato.

Alla fine della partita, nonostante i 3 punti, c’è poco da esultare. Un pensiero unico: se giochiamo così la Lazio, alla prossima ci tritura. E certo, la squadra di Sarri dopo il Napoli è decisamente la più in forma del campionato. Squadra che segna tanto e subisce poco. Sarà difficile chiudere con un risultato positivo.

Occorre ritrovare quello spirito combattivo che si è intravisto contro l’Inter altrimenti così come siamo entrati tra le prime 4 finiamo per uscirci nuovamente. Così come abbiamo rimontato veniamo ri-smontati.

Promossi:
Rabiot: per quel po’ di dinamismo in più degli altri
Kean: nonostante tutto per la volontà e il gol

Bocciati:
Tutti gli altri. Troppo poco, troppi “ho fatto il compitino”. Non basta.


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