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Napoli – Juve. 2-1. Sconfitta annunciata.

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Sconfitta annunciata. Faccio l’elenco:

  • Centrocampo inedito e inesperto,
  • avversario ringalluzzito dal cambio allenatore evidentemente riuscito (reduce da una goleada),
  • una tifoseria calda totalmente contro,
  • un periodo di forma mentale e fisica per nulla brillante.

A mettere insieme tutti i pezzi perderla di un solo goal potrebbe andare persino bene. Potrebbe. Se non fosse che da tifoso: 

girano parecchio le scatole.

Girano perché vedi la punta goleador Vlahovic sbagliarne 4 e, al di là del coefficiente di difficoltà delle singole occasioni, ti chiedi se questo sia un giocatore da aspettare ancora o se meglio provare a piazzarlo al miglior offerente sperando di non rimetterci. 

Girano perché guardi la rosa e ti chiedi com’è che abbiamo fatto a tornare ai livelli del post-serie B con una squadra con troppe promesse e troppe poche garanzie.

Girano perché vedi giocatori come Chiesa rendere se fatti giocare nella posizione giusta, cosa che avviene di rado. Altri come Gatti, tra i pochi guerrieri disponibili, li vedi restare in panchina per 90’ senza un perché.

Girano perché anche quando il portiere ti salva da un calcio di rigore del cazzo (cose che possono fischiare solo con il Var) nessuno ha la forza di arrivare sul pallone prima di ben 3 giocatori avversari. 

Girano. E gireranno ancora perché la prossima è contro l’Atalanta e le premesse non saranno tanto migliori. 

Si fa un gran parlare che la vittoria eventuale della coppa Italia potrebbe salvare la stagione ma a voler essere realistici oggi, rispetto a 5 settimane fa, non è un traguardo alla nostra portata. Non lo è nemmeno il secondo posto.

Incredibile e forse inaccettabile il crollo pensando di essere arrivati allo scontro diretto con l’Inter con le carte per provare a fare il colpaccio. 

Periodo nuvoloso. Attendiamo schiarite.

Migliore:

Bremer: Nonostante il coefficiente di difficoltà alto addomestica Oshimen.

Peggiori:

Cambiaso: Kvara gli fa vedere i sorci verdi. Lo brucia più volte e sul gol non si capisce perché, ancora una volta non marca l’unico che dovrebbe marcare. 

Nonge: regala al Napoli un rigore in un’azione che mai nella vita avrebbe creato un’occasione da gol. 

Rugani: tanto bravo settimana scorsa quanto scarso questa sparando alto da 3 metri la palla del possibile pareggio.

Vlahovic: sbaglia troppo per quello che costa e che dovrebbe rappresentare. Si fa anche ammonire saltando lo scontro diretto di settimana prossima.


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