Vai al contenuto

Milan-Juve, piedi per terra.

  • di
milan-juve 2-0
Condividi:

Ci eravamo andati cauti commentando le ultime due vittorie in campionato e Champions. I segnali di ripresa c’erano. Troppo timidi però per affidarsi a qualcosa di più che la speranza.

Milan – Juve, con un 2-0 inequivocabile ufficializza quella che nelle ultime due partite era stata solo un’impressione: anche con la maggiorparte dei titolari in campo siamo lontani anni luce dal competere con le migliori del nostro campionato.

È vero, oggi mancava l’eroe di Champions, Di Maria e l’agognato ritorno di Pogba e Chiesa è ben lungi dal realizzarsi. Ma gli altri erano lì e fino al 70° non hanno fatto un tiro in porta degno di questo nome (a parte quello sprecato da Cuadrado).

Siamo partiti a mille. I primi 20 minuti sembravamo in palla, almeno dal punto di vista atletico. Ma la sensazione, l’ho detto subito, era quella che ti danno le squadre neopromosse quando partono aggredendo in modo forsennato le prime della classe cercando il colpaccio perché sanno che altrimenti la perdono.

E infatti…

Insomma era prevedibile che quel ritmo non sarebbe durato. Così dopo 20 minuti ad attaccare il primo tiro in porta davvero pericoloso l’hanno fatto gli altri. Poi un paio di pali, sempre degli altri. E noi a guardare. Poi, tra uno sguardo e l’altro, prendiamo il primo gol sulla fine del primo tempo. Immeritato forse perché l’arbitro non fischia un fallo NETTISSIMO su Cuadrado. Ma tant’è.

Nel secondo nemmeno ci proviamo. Gli altri si. Prendiamo il secondo. Ciao. I cambi sono la fotografia della resa. Soulè, Miretti, Kean, gente che non può far cambiare marcia nemmeno nella propria giornata migliore.

Bocciati:

  • Allegri: partita impostata malissimo nelle premesse e continuata peggio quando c’è bisogno di recuperare. Critica i giocatori perché la passano troppo all’indietro e uno si chiede: ma quindi nessuno ti ascolta?!
  • Cuadrado: ex giocatore. Se anziché tirare in una delle poche azioni pericolose fatte l’avesse scodellata in area dove c’erano (stranamente) 4 dei nostri avremmo segnato l’1-0 e magari le cose avrebbero preso un’altra piega. Alle sue passate simulazioni poi va la colpa del fatto che ormai per fischiargli un fallo a favore serve che gli sparino.
  • Bonucci: fiacco, lento, impreciso. Lontanissimo da essere il capitano e il centrale che ci servirebbe oggi. Contagia anche Bremer che sulla carta così male non sarebbe.
  • Vlahovic: da qualche parte c’è un campione. Non oggi, non ancora. Innesca il contropiede avversario sul secondo gol. La sostituzione con Kean dice tutto.
  • Locatelli: troppi errori sia a centrocampo sia quando, dopo uno scatto esaltante, si ritrova in area avversaria e inciampa su una riflessione di troppo perdendo l’attimo.
  • Kostic: apprezzabile per la corsa ma se poi sbaglia ogni passaggio decisivo non si va da nessuna parte.

Promossi:

  • Rabiot: la doppietta in Champions gli dà fiducia. Niente più di una partita sufficiente, intendiamoci, ma sicuramente meglio degli altri.
  • Szczesny: incolpevole sul primo gol, ci prova a salvarci dal secondo riuscendo quasi a perdere il tiro di Diaz e riesce ad evitare il terzo con una bella parata su Origi.

Cosa ci manca? Fisico, tecnica, cattiveria per 90 minuti. Questo sicuramente. Poi il gioco, certo, ancora. Ma senza le prime due il gioco, da solo, non basterebbe. Piedi per terra. Alleniamo le basi.


Condividi: