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Juve-Verona: 1-0 e nostalgia canaglia.

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Un po’ per gli acciacchi e per le squalifiche, un po’ pensando alla Coppa Italia (forse ormai unico obiettivo stagionale) contro il Verona Allegri mette in campo una formazione rimaneggiata.

Milik, rientrante dall’infortunio, fa coppia in attacco con un Kean. 
Sulle ali, guardando il “volenteroso” De Sciglio, si fa evidente l’assenza di Kostic. A centrocampo Barrenechea, ancora troppo acerbo, non va nemmeno vicino all’attuale livello dello squalificato Rabiot.

La conseguenza di tutto questo è che le prime occasioni della partita ce le ha il Verona e che per tutto il primo tempo non siamo quasi mai pericolosi. Al ventesimo c’è una punizione a nostro favore. E così si alza un coro. Lo Stadium invoca lui: Alessandro Del Piero, il capitano, il mito.

Ed eccolo, Alex, che si alza in piedi, e saluta tutti, ringraziando. Proprio come in quell’addio di tanti anni fa. In un attimo la nostalgia si fa devastante.

Tornando al campo la prima vera occasione per noi arriva al 36’. Un altro calcio di punizione dal limite. Questa volta è l’attuale capitano, Danilo, ad andare vicino al gol con un tiro deviato che colpisce la traversa. È la nostra azione più pericolosa prima dell’intervallo.

Il secondo tempo perte meglio e anche se l’avvicendamento Barrenechea/Miretti non sembra una grande mossa al 55’ Fabietto azzecca un passaggio di prima per Locatelli che a sua volta serve a Kean un rigore in movimento. Gol: 1-0.

gol kean juve verona 1-0

Per blindare l’ennesimo “corto muso” con cleensheet al 60’ il mister cala gli assi. Dentro: Dusan, Di Maria e Kostic. Nonostante la spinta potenziale e qualche lampo di luce non succede più granché, almeno sul fronte d’attacco. In difesa invece qualche distrazione di troppo chiama Szczesny all’intervento salva-partita al minuto 82.

Vinciamo, aspettando la partita di Coppa Italia con l’Inter e consapevoli che in campionato probabilmente alcuni punti torneranno grazie al ricorso e altri ancora ci verranno tolti a seguito degli altri processi. Praticamente ormai si può pensare solo una partita alla volta, con un sorriso sempre e solo a metà e con tanta, tantissima, nostalgia.

Promossi:
Portiere e Difesa: un’ottima partita di tutti e 4. Chiudono tutti gli spazi e si propongono anche in attacco capendo che forse occorre qualcosa in più del solito.
Locatelli: combatte più degli altri in ogni fase. Continuo a chiedermi come abbia fatto il Mancio a tenerlo fuori dalle ultime convocazioni

Bocciati:
Milik: non pervenuto 
Barrenechea: troppo timore, ritardi su vari palloni, lentezza. La sostituzione con Miretti la dice lunga sulla partita insufficente da parte sua.


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