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Juve-Napoli: 0-1 e troppi calcoli.

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juve-napoli 0-1
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Sarebbe dovuta essere una rivincita. Il Napoli all’andata – guai a dimenticarlo – ce ne aveva dati 5. Ripeto: CINQUE. Solo per orgoglio questa partita sarebbe dovuta essere affrontata come una finale. Invece ai quei cinque gol, oggi, se ne è aggiunto un altro, in pieno recupero per giunta. Si è sommato, a beffa, anche un gol annullatoci per un cavillo che solo il VAR avrebbe potuto tirare fuori. Ed eccola: la terza, amara, sconfitta consecutiva. Rivincita mancata.

Il momento decisivo della stagione non inizia sotto i migliori auspici. Certo, dopo i punti “temporaneamente” restituiti siamo tornati in zona Champions. Certo, i nostri obiettivi sono altri: Coppa Italia e Uefa League. Eppure la storia ci insegna che “vincere aiuta a vincere”, che affrontare alcune partite con troppi calcoli significa perdere prima quelle e poi le successive perché nel frattempo si è persa cattiveria, fame, ritmo e mentalità.

Lo 0 a 1 di oggi ci può stare. Quello che non si può accettare sono i calcoli per cui in vista del ritorno di Coppa Italia di mercoledì si debba iniziare la partita regalando uomini agli avversari, ai futuri campioni d’Italia. Partiamo con una formazione piena di riserve (Miretti, Soulè, Rugani), giocatori poco in forma (Cuadrado e Kostic) e con una sola punta (Milik). Partiamo con l’idea che ci si debba difendere senza avere nemmeno i numeri per poter innescare il contropiede.

Questo dalla Juve non si può accettare. Colpa della logica prudente del mister, colpa dell’incompetenza di chi ha messo insieme una rosa davvero misera in certe posizioni chiave, colpa dei preparatori atletici che su alcuni giocatori chiave forse non hanno fatto un lavoro eccellente. Indubbio che dall’altra parte poi ci sia stato anche un avversario importante, che dei meriti oggi ce li ha avuti, però se la Juve del futuro è questa, ragazzi, non si tornerà a sorridere ancora per molto molto tempo. Non in Coppa Italia, non in Europa. E qui le sentenze non c’entrano. Quello è un tema a parte che affronteremo a tempo debito.

Promossi:
Rabiot: uno dei pochi a salvarsi. Lotta a tutto campo e cerca di creare anche qualcosa di pericoloso.
Chiesa e Di Maria: quando entrano la Juve (chissà come mai) diventa pericolosa e, salvo VAR, finiscono anche per segnare e/o andarci vicino
Rugani: tra le seconde linee è l’unico che non fa rimpiangere il titolare nel ruolo

Bocciati 
Miretti e Soulè: ti accorgi che erano in campo solo quando Allegri li sostituisce. Zavorra.
Cuadrado: per sempre riconoscenti per quello che ha dato ma ormai è bollito. Troppe falle difensive e ormai fa poca differenza in fase di attacco se non per farci prendere in giro quando si tuffa in area di rigore.
Kostic: venendo meno la precisione e la corsa la sua presenza in campo diventa poco incisiva.
Fagioli: sul gol più della metà della responsabilità è sua. Dorme alla grande anziché coprire lo spazio lasciato incustodito da Cuadrado.


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