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Juve-Monza, in Coppa Italia torna il vero Chiesa

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Contro il Monza finisce 2-1, ottavi di finale superati. Landucci al termine del match dice: “quando vinci vuol dire che hai fatto tutto bene”. Mha?! Diciamo che, invece, nuovamente siamo sul minimo sindacale. L’inizio promette bene con Iling-Junior e Soulè su tutti a guidare la carica dei nostri.

Segniamo grazie ad un bel cross di McKennie raccolto da un’incornata di Kean. Unici due gesti meritevoli di entrambi nell’arco della partita. L’entusiasmo per una possibile quadratura trovata dura poco. Il tempo di vedere gli stessi due protagonisti del gol dormire durante un calcio d’angolo del Monza ed ecco il pareggio. 1-1.

Il Monza prende coraggio e attacca e anche se non è mai granché pericoloso fa capolino nei pensieri di molti il ricordo del match di campionato perso contro di loro.

Nella seconda parte del secondo tempo entrano in gioco i pezzi da 90: Di Maria e Chiesa. Ed ecco la svolta che se, evidentemente, non può arrivare per il gioco di squadra almeno arriva per la giocata del singolo.
Quando riceve la palla in fascia e abbassa la testa lanciandosi verso l’aria di rigore pensi che sta per succedere. Sai che Chiesa sta per tornare. Resiste agli strattoni e alla maglia tirata dall’avversario con quello spirito e quella cazzimma che vorresti avessero pure tutti gli altri. Rallenta, cambia passo, si accentra ancora, poi il tiro. La palla che sfiora il palo ed entra in rete. L’urlo, il nostro, dai divani. Gli occhi al cielo, i suoi, verso gli spalti. 2 a 1. Bentornato Federico.

Degno di nota il tentato gol in rabona di Di Maria che a 5 minuti dalla fine e totalmente disinteressato al risultato della partita punta esclusivamente a vendicarsi contro Izzo per l’espulsione in cui l’aveva fatto incappare nella partita di campionato. Il nostro cuore è a metà tra amarne la follia e bestemmiare per l’egocentrismo. Ma il calcio è anche questo per buona pace della noia.

dimaria-joker


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