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Inter-Juve 1-0. Superiori loro.

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Finisce 1-0 per l’Inter con un autogol di Gatti. A vedere il risultato sembrerebbe che tra le due squadre ci sia un divario davvero minimo. Invece a guardare l’andamento del match e le chiare occasioni da rete il gap pare molto più ampio e difficile da colmare.

L’Inter parte a mille e per 20 minuti non riusciamo a mettere il naso oltre la metà campo. Poi prendiamo terreno o meglio, ce lo concedono loro per riposarsi un momento. Ma ai loro attacchi veloci contrapponiamo i nostri eccessivamente ragionati. Ci solletica anche l’idea di poterla sbloccare con il contropiede. In un caso o nell’altro è tutto troppo poco. Loro sono attenti. Acerbi che azzera Vlahovic è l’emblema di quanto siano stati in controllo.

L’autorete non possiamo addebitarla solo alla sfortuna. Quando si moltiplicano le occasioni e le palle nella propria area non si può pensare di uscirne illesi. È la pressione ad aver provocato l’errore, non il caso. Pressione che noi, oggi, non sappiamo fare con la medesima energia.

Una sconfitta amara per due ragioni:

  • perché le poche speranze scudetto ormai prendono il volo.
  • perché pur avendo giocato tutto sommato una discreta partita (difficile criticare più di tanto la maggior parte dei nostri) è emerso il gradino tecnico e tattico che ci separa dai nostri avversari. Come dire: più di così non si può fare.

L’Inter è più forte. Lo sapevamo già. Del resto se non guardassimo questi match credendo che si possa ribaltare i pronostici non avrebbe senso il concetto stesso di sport, quello che tiene in vita l’anima del tifoso.

Ecco perché questa delusione, per quanto razionalizzabile, serve. Serve a noi. Serve alla squadra e, speriamo serva anche alla società che oggi dovrebbe avere messo a fuoco dove e come intervenire per riprendere i nerazzurri. Non basteranno solo Alcaraz e Dialò.

Andiamo avanti.

Migliore

Szczęsny con 3 grandiose parate evita che si concretizzi il 2-0, forse risultato più giusto guardando le occasioni.

Peggiore

Vlahovic. Sulla palla a centro area apparecchiata da Mckennie sbaglia un controllo come lo scarsone del calcetto del giovedì. Canna tiri, passaggi e stop. È tornato quello dei momenti peggiori.


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