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Friburgo-Juve: ai quarti con il minimo indispensabile

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In sintesi: 
Un buon primo tempo. 
Un secondo inguardabile. 
Due gran parate di Szczesny. 
Vlahovic torna al gol.
Andiamo ai quarti di Europa League.

Dopo la partita di stasera c’è da essere felici solo a metà. Metà come la patita che abbiamo realmente provato a giocare. Metà come come una vittoria senza grande gioco. La partita inizia, prevedibilmente, con il Friburgo all’arrembaggio ma per nostra fortuna il livello degli avversari non è eccellente tant’è che dopo i primi 10 minuti prendiamo il controllo del gioco. Nonostante questo al minuto 22 arriva un tiro pericolosissimo di Ginter su cui Szczesny si distende compiendo una parata salva-risultato.

Da lì in poi capiamo che aspettare non basta tant’è che dopo qualche minuto arriva un gol di Vlahovic annullato poi per fuorigioco dal Var. Ce ne sarebbe da dire sul senso di applicare la regola del fuorigioco in contesti come questo (dove l’attaccante non trae vantaggio reale dalla posizione) ma evidentemente non c’è modo di “interpretare” la regola ma bisogna per forza applicarla sempre e comunque ammazzando la gioia di giocatori e tifosi la metà delle volte.

Ma se il VAR toglie il VAR restituisce. Stasera lo fa 13 minuti dopo quando, per un fallo di mano in area su tiro di Gatti, assegna un rigore ai bianconeri e restituisce a Dusan il gol tolto precedentemente. Non solo, ci regala anche la superiorità numerica dovuta all’espulsione di Gulde per il fallo stesso.

Giunti all’intervallo la partita sembra essersi messa in discesa e, forse proprio per quello, torniamo in campo con l’idea di difenderci, palleggiare e ripartire in contropiedi che non sappiamo fare. Insomma va in scena la bruttezza del calcio tant’è che ad un certo punto decido di poter preparare la cena riuscendo a non perdermi nulla. Sono solo altre due le grandi emozioni del secondo tempo: un mezzo miracolo del nostro portiere attorno al 60′ e il gol di Chiesa che, dopo una prova generale, mostra a tutti quanto valga più di tanti pur non essendo in perfette condizioni.

Andiamo ai quarti. Forse stasera conta solo quello. Al prossimo turno, chiunque si becchi nell’urna, ci sarà da mettere in campo molto ma moooooolto di più.

Promossi:
Szczesny: sicuramente il migliore in campo. In una partita in cui si è giocato poco e senza grande cattiveria i suoi due interventi evitano che il nostro avversario possa acquisire coraggio. Chissà come sarebbe finita altrimenti.
Chiesa: non tanto per il gol del 2-0, arrivato al 95′, quanto per la voglia che mette ogni volta che è in campo. Anche quando è acciaccato come in questo periodo. Una lezione per tutti i fighetti che al primo mal di alluce restano fuori. E poi per quel tentare la giocata, di saltare l’uomo e spaccare la porta, intenzione da cui Vlahovic dovrebbe farsi contagiare.
Gatti: per uno che di base non è titolare una prestazione così va applaudita. Perché resta sveglio per 90′ pur non avendoceli nelle gambe, perché affronta con sicurezza una partita internazionale, perché con personalità attacca alto la palla e si propone pure in area avversaria arrivando anche al tiro che genera poi il rigore.

Bocciati:
Kean: continua a mostrare limiti tecnici inaccettabili. Sbaglia nei controlli di palla, tira male quando ne ha l’occasione, si muove pure peggio. Le cose migliori che fa sono un paio di falli guadagnati. Troppo poco.
Locatelli: non una partita brillantissima, poche idee, meno gamba del solito, qualche palla persa di troppo e per fortuna l’arbitro non valuta come volontario il passaggio indietro a Szczesny in occasione della paratona del secondo tempo.


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