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Empoli-Juve: condoglianze. 

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empoli juve 4-1
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Commentare la partita di oggi senza tenere presente quello che è successo pochi minuti prima della stessa in corte d’appello sarebbe impossibile. Forse non avrebbe nemmeno senso.

Immaginare giocatori e team tecnico entrare in campo sapendo che si sta lottando contro un nemico invisibile e che non c’è tecnica, tattica o mentalità che possa sconfiggerlo dovrebbe essere la premessa ad ogni giudizio.

I 10 punti di penalizzazione “freschi di forno” consegnati con una tempestività che nessuna aula giudiziaria nella storia è mai riuscita ad avere sono uno degli, ormai tanti, spettacoli tristi della stagione.

Dopo 20 minuti di primo tempo siamo sotto 2-0. Dopo un paio di giri di lancette del secondo ne prendiamo un altro da pivelli. 3-0. Micro reazione d’orgoglio finale con il 3-1 di Chiesa ma siamo ormai morenti. Il 4-1 al novantesimo è il colpo di grazia a sancire la chiusura di una stagione disastrosa tanto per demeriti nostri quanto per quelli del sistema di cui facciamo parte

Le ultime partite non conteranno più nulla.
La faccia non la si salva più.

La giustizia sommaria sportiva ha ottenuto il suo obiettivo. Penalizzarci in questa e nella prossima stagione (come minimo). In questa perché, nella prima parte dell’anno, il meno 15 non ci ha permesso di restare in gioco per lo scudetto. Nella prossima perché con il fresco -10 saremo fuori dalle coppe e col quelle perderemo introiti milionari e di conseguenza buone possibilità di competere anche per le stagioni successive.

Saranno felici tutti gli avversari, i detrattori, i piagnoni che spiegano ogni sventura della propria squadra con “la Juve ruba”.
Saranno felici tutti ma nessuno si è accordo che ancora una volta si è felici per un funerale sportivo.

Per me oggi il calcio muore una prima volta perché a essere puniti sono gli sportivi: atleti, staff e sopratutto tifosi molto più che la società stessa. Muore una seconda volta perché si cerca equità con un atto che di equità ha poco.
Muore una terza volta perché in un sistema evidentemente senza equilibrio, realismo e con regole inventante sul momento a pagare, come qualche anno fa, è una sola società: la Juventus.

E allora: condoglianze. A noi.


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