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Dall’Inter all’Inter: metamorfosi dei bianconeri.

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È da un po’ che non facevo un punto sulla Juve. In queste settimane di silenzio qualcosa è cambiato. In modo netto. È cambiata la Juve. E non solo i singoli, è cambiata la squadra, tecnico e preparatori inclusi. In modo lento che quasi non si riesce a capire come e perché ma, di certo, da un certo punto in poi è stato impossible non accorgersi di essere davanti ad una squadra nuova e migliore. 

C’è stato lo scontro diretto con l’Inter di fine Novembre, quel pareggio in cui abbiamo preso atto della distanza tra noi e i nerazzurri. Distanza tecnica e tattica. Ma anche quel momento in cui qualcuno si sarà detto: “beh, nonostante tutto questi qui ci temono. Vuoi vedere che siamo forti per davvero?!”.

È così che, dopo aver annusato la paura della capolista, è iniziata a cresce la consapevolezza di essere Juve, quella vera, quella che gioca per 90 minuti, magari non bella ma sveglia, presente e dinamica.

Da lì c’è stata una rimonta last minute contro il Monza, due vittorie di corto muso ma in controllo contro il Napoli e contro la Roma, vittorie di personalità contro Salernitana e Frosinone (asfaltate anche in coppa Italia), un secco 3-0 contro il Sassuolo. In mezzo un pareggio sfortunato contro il Genoa e null’altro che potesse davvero deludere noi tifosi. 

Insomma secondo posto blindato e, complice un calendario sfalsato dalla Supercoppa, possibilità di arrivare al nuovo scontro diretto con l’Inter davanti a loro in classifica (seppure con una partita in più).

Bisognava vincere contro il Lecce oggi e l’Empoli sabato prossimo. Non solo per una questione aritmetica ma per dimostrare anzitutto a noi stessi che ormai siamo una nuova squadra: convinta, matura, grintosa, capace di accelerare ed incidere quando necessario, capace di non dare nulla per scontato nemmeno con le squadre di media e bassa classifica. 

L’ennesimo 3-0 ci dice che il primo passo è fatto. Ne manca un altro e poi sarà finalmente “scontro finale”. 

Così occorre fare: un minuto alla volta, una partita alla volta, un gol alla volta. Così si cambia. 


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