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Atalanta-Juve: ogni tanto una gioia

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vlahovic contro atalanta
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Guardando il tabellino finale, lo 0-2 con cui si chiude Atalanta-Juventus sembrerebbe il più classico dei risultati di una partita con un avversario superiore all’altro. Non è così. Dopo un match equilibrato vinciamo, si, ma con tanto tanto cinismo e spirito di sacrificio.

La Juve parte bene arrivando vicina al gol con Di Maria. A metà del primo tempo però il pallino del gioco passa in mano all’Atalanta che prende un palo con Scalvini (a proposito, ottimo giocatore per tecnica e aggressività) e inizia a spingere in maniera preoccupante anche se mai decisiva.

Per fortuna la Juve che torna in campo nella ripresa è differente e al tempo stesso l’Atalanta sembra essere affaticata. Al 56′ Iling Jr ruba palla a Zappacosta nella metà campo della Dea, scambia con Rabiot con un movimento bellissimo e si fa trovare a centro area per un tap-in a due passi dalla porta. 1-0.

Da lì alla fine difendiamo contando sulla giornata torrida, sui pochi cambi di valore dell’avversario e sui nostri invece molto più temibili. Entrano: Pogbà, Kostic, Chiesa e Vlahovic. L’Atalanta butta la palla al centro ma, a parte una gran parata di Szczesny, limitiamo bene ogni tentativo. Proviamo a innescare il contropiede, prima Pogbà e poi Vlahovic, davanti al portiere, sbagliano il colpo del KO. Il presentimento che possa finire in pareggio si fa largo. Al 90′ altro palo dei bergamaschi. Poi, finalmente, dopo un altro paio di palle perse da ingenui, all’ultimo minuto di recupero, Chiesa galoppa in contropiede come solo lui sa e offre a Vlahovic il pallone dello 0 a 2. Gooooooaal!!! Meglio tardi che mai. Vinciamo e superiamo la Lazio in classifica. Siamo secondi.

In conclusione rispetto alle brutte partite contro Bologna e Lecce la prestazione di oggi fa sperare per la semifinale di andata di Europa League contro il Siviglia. Serviranno lo stesso cinismo, lo stesso spirito di sacrificio e forse qualche errore banale in meno.

Promossi:
Iling Jr.: tra gol, corsa, gioia, voglia di incidere è forse il migliore in campo.
Rabiot: nel primo tempo si annulla a vicenda con De Roon, poi prende le misure e tra palle recuperate e lanci in avanti porta a casa un’altra prestazione positiva
Danilo: baluardo della difesa, oggi prezioso anche più del solito
Rugani: non fa rimpiangere Bremer, e non è poco

Bocciati:
Fagioli: oggi non trova la sua posizione in campo
Alex Sandro: come al solito fa il compitino
Pogbà: a volte quando tocca il pallone si intravede quella classe che potrebbe davvero fare la differenza, tuttavia su giocate di basso livello ci si rende conto che forse non rivedremo il vero Pogbà prima del prossimo anno.
Di Maria, dopo la prima mezz’ora diventa inutile


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