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Maccabi – Juve vergognoso 2-0

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maccabi haifa juventus
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Non sapere che pesci prendere. Maccabi Haifa – Juventus è l’emblema di quel modo di dire. Mettere 11 uomini in campo non significa avere una squadra se nessuno – NESSUNO – ha idea di cosa fare, se nessuno, NESSUNO, nei 90 minuti sa guardare il pallone con la consapevolezza che quella sia la cosa più importante della propria vita, qualcosa da conquistare e da non buttare via.

L’impreparazione tattica, la mancanza di un equilibrio mentale, la frustrazione dopo ogni errore arrivano al punto che giocatori professionisti sbagliano controlli, passaggi e contrasti come gli ultimi dei dilettanti. Non sapere che pesci prendere. È a questo che ti porta. Un effetto valanga dove ogni difetto, ogni imprecisione se ne tira dietro un’altra, peggiore, più dolorosa. Così prendi due gol da una squadra che in serie A faticherebbe a salvarsi. Così fai un paio di tiri sterili in tutta la partita. Che pure l’arbitro non se la sente di darti un rigore a favore se, in fondo, non te lo meriti. Così finisce che butti in campo giocatori a caso per provare un arrembaggio che comunque non vai nemmeno vicino a fare.

Tutti bocciati. Nessun promosso. Vlahovic, Cuadrado, Paredes e Alex Sandro i peggiori. Ma è difficile non ridere istericamente guardando il numero di cross sbagliati da Kostic, i baratri tecnici di Kean, l’inadeguatezza di Rugani titolare, le corse a vuoto di Mckennie. È una gara a chi ti fa sbraitare di più davanti al televisore.

Appare evidente, a me e credo ad un buon 99% di spettatori che tutto nasca dalla mancanza di schemi, di un’idea di come affrontare i giocatori avversari sia in fase di possesso che di non possesso. Sembra che i nostri entrino in campo come si fa quando si organizza una partita con gli amici della parrocchia, “così, tanto per divertirsi un po’”. Peccato che qui, da un anno a questa parte, e ora più che mai, non si stia divertendo proprio nessuno.

Nel post gara il Presidente Andrea Agnelli ai microfoni di Sky ha detto più volte: “provo vergogna”. Poi ha ribadito che la Juve – almeno da qui a fine anno – non cambierà allenatore intravedendo l’unica possibile soluzione nel ritrovare la forza del gruppo perché è del gruppo la responsabilità di tanta bruttezza sportiva. Affermazioni abbastanza retoriche, perché se è vero che lo spirito di gruppo possa fare la differenza, è anche vero che nella nostra situazione ci sia da guardare anzitutto a questioni di base come dove essere in campo quando un compagno ha la palla, sapere a chi passarla e come, quali spazi riempire per aiutare chi ha il pallone a non avere addosso 3 avversari, etc. etc.. quelle cose da calciatori no..?!

Chissà quando se ne vorranno rendere conto. Per ora nessuno sa che pesci prendere.


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