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Juve-Monza: 0-2. Mestizia e Vergogna.

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È ufficiale, dopo questo 0-2 contro il Monza siamo nel lato destro della classifica. Lontani dalla zona coppe europee (sempre ammesso che non arrivi l’estromissione a priori anche per quelle). Lontani da un gioco anche solo decente che ci faccia dire: “almeno mi guardo una bella partita”. Lontani dal dare anche solo vagamente l’idea che qualcuno stia immaginando un percorso in prospettiva futura. Vicini solo ad una cosa: IL BARATRO.

Finché, come oggi, si regala un tempo agli avversari è difficile intravedere delle luci. Di fisico e di testa non ci siamo. Hai voglia poi a dire che il portiere del Monza nel secondo tempo salva i suoi dall’eventuale rimonta juventina. Hai voglia a dire che se negli ultimi 15 minuti Milik non si fosse infortunato lasciandoci in 10 forse almeno un gol lo avremmo fatto. Contro avversari di media classifica non si può pensare nemmeno lontanamente che il risultato possa o debba dipendere dai dettagli. Bisogna vincere e convincere.

Quindi?
Quindi è il tempo delle colpe.
Se non ora quando!?
È il tempo di ammettere che non sostituire Allegri durante la pausa mondiale è stato un errore. È il tempo di evidenziare una serie di ingenuità commesse dal Mister che evidentemente non ha più lo spogliatoio in mano altrimenti una delle ultime 3 (Napoli, Atalanta e Monza) l’avremmo portata a casa. Ingenuità come quelle di oggi in cui ha deciso, in maniera superba, di partire con giocatori scarichi, demotivati o semplicemente scarsi. Parlo di: Kean, De Sciglio e Paredes messi in campo titolari tutti in una volta come fosse un’amichevole.
È il tempo di ricostruire partendo dalle basi, senza pensare che ci siano assetti e persone intoccabili o sacrifici da fare per tenere qualcuno dei millantati campioni che abbiano in rosa.

Occorre un piano di medio periodo. Va comunicato subito, pubblicamente, in modo che anche l’approccio e le aspettative dei tifosi cambino. In modo che non ci si senta più presi in giro – la sensazione è largamente questa – da dichiarazioni di circostanza e frasi fatte. Non c’è più da parlare di energie, concentrazione o infortuni. C’è da radere tutto al suolo e ricostruire.
Iniziare sostituendo Allegri a cui ho appena sentito dire “bisogna fare i punti che ci portino alla salvezza“. Una disperata provocazione verso giocatori ormai demotivati e, probabilmente vicini ad abbandonare la barca che affonda ma segno di un mister che è arrivato a provarle tutte perché frustrato dall’inefficacia delle proprie azioni.
Bisogna vendere i giocatori che possono portare soldi nelle casse o che ne chiedono troppi di ingaggio con molta poca consapevolezza del reale valore che stanno dando. Cercare talenti veri ma umili ricostruendo la rete di osservatori fino ad oggi praticamente inutile (tant’è che il Rubin Kazan sono settimane che ci prende per il culo per non aver acquistato Kvara).

La società deve lavorare.

Per ora: mestizia e vergogna. Mestizia, la nostra di tifosi che non abbiamo nemmeno più forza per arrabbiarci. Vergogna, la loro, giocatori, staff e società, che non si stanno impegnando come dovrebbero. Da quasi due mesi ormai.


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