Vai al contenuto

Juve-Inter. 2-0, punto!

  • di
juve inter 2-0
Condividi:

“Non può piovere per sempre”. Diceva così Eric Draven, il personaggio interpretato da Brandon Lee nel film “Il Corvo”. Oggi, con questo 2-0, ha smesso di piovere. Almeno dentro l’animo di una squadra che dall’inizio della stagione di acqua ne ha presa e ne ha fatta tanta. Da tutte le parti.

Inutile fingere. Per quanto visto fino ad oggi e per il lungo filotto di scontri diretti pareggiati o persi, stasera partivamo sfavoriti. Poi è chiaro che un tifoso ci crede sempre ma difficile immaginare di vincere con due gol di scarto e di dare l’idea di solidità che la Juventus ha dato oggi.

Il primo tempo lo vince l’Inter, quantomeno ai punti. Diverse le occasioni che per imprecisione e un po’ anche per nostra bravura i nerazzurri non mettono a segno. Ma le partite, si sa, le si vincono o le si perdono con i Gol, non con i punti. Così nel secondo tempo la Juve ne fa due, anzi tre [Giusto per la cronaca: dal Var si inventano una roba assurda sul gol di Danilo annullato perché De Vrji gli tiene il braccio e non gli dà la possibilità di muoverlo in modo naturale lontano dal pallone nel momento del tiro].

Non abbiamo dominato. Ci mancherebbe. Una partita del genere si gioca sempre sul filo di lana. Abbiamo deciso di giocarcela però, cosa che per noi quest’anno non è più una roba scontata. Abbiamo attaccato tutti i palloni, ci siamo aiutati a vicenda, abbiamo corso in avanti e indietro tenendo la squadra corta e soprattutto non abbiamo avuto paura di attaccare insieme, basta guardare il numero di uomini che portavamo in area nelle azioni più pericolose. Forse così non si vince un campionato, di certo però, è proprio così che smette di piovere. Mancano due partite prima della sosta Mondiale: Verona e Lazio. Ora bisogna tornare asciutti.

Promossi:
Kostic: migliore in campo. Suoi gli assist sui gol di Rabiot e Fagioli. Suo l’angolo sul gol poi annullato a Danilo. Prende un palo dopo una grande parata di Onana. Fa anche buoni recuperi in fase difensiva. Quando gira bene lo adori.
Szczęsny: nel primo tempo sullo 0-0 devia sopra la traversa un missile terra aria di Çalhanoğlu. Nel secondo para di piede il possibile 1-1 di Lautaro. Pochi interventi difficili ma decisivi.
Fagioli: non perde una palla, sempre lucido, rapido e a suo agio con la palla fra i piedi. Suo il gol che stende l’Inter. Guardarlo giocare è un piacere per gli occhi.
Bremer: re della difesa. Se c’è lui nei paraggi non ci sono grandi possibilità per gli attaccanti avversari. Sa pressare alto ed è pericoloso anche in fase d’attacco. La cessione di De Ligt può finalmente diventare un ricordo e non più un rimpianto. Lui Danilo e Sandro terzo di difesa sembrano funzionare meglio delle altre combinazioni.

Bocciati:
Miretti: di nuovo (ahimè). In ogni partita gli si possono fare i complimenti per un paio di giocate ma sempre, puntualmente, ne sbaglia 5-6 clamorose dando il via ad azioni pericolose degli avversari. Questa sua versione, ancora molto acerba, non possiamo permettercela.


Condividi: