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Juve-Atalanta: sprazzi di decenza

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Finisce 3-3. Va bene solo a metà. Visto lo schifo di inizio partita e di inizio secondo tempo sarebbe potuta andare peggio. Vista l’autorevolezza nella seconda parte del primo tempo e della ripresa sarebbe anche potuta andare meglio. Due volti di una squadra tanto stordita quanto, probabilmente, arrabbiata per quello che è successo in settimana (e che non commenterò in questo post).

Personalmente non mi sento soddisfatto perché ancora vedo troppe incertezze e vedo giocare uomini che hanno puntualmente fallito le occasioni concessegli (Alex Sandro e Miretti su tutti). Non mi sento soddisfatto perché quando addrizzi una partita che stai perdendo poi non è ammissibile mollare come si è fatto dopo il 2-1. Vuol dire non avere testa o qualcuno che capisca al momento giusto quando ci si sta rilassando troppo.

Servirebbe qualcuno che, in campo e fuori, dicesse in modo incisivo: “ragazzi non stacchiamo la spina”. Non c’è. Anzi la filosofia Allegriana del “corto muso” richiede proprio che quando si è un gol sopra si debba attivare il risparmio energetico.

A volte funziona, altre volte, come quando dall’altra parte hai una squadra che ha segnato 13 gol nelle ultime due partite giocate, l’idea stessa di rallentare è un proposito suicida.
Ecco, in definitiva oggi non c’è da sorridere se non perché si è vista in campo un po’ più di anima del solito. A sprazzi, certo ma ciò che oggi serve a restare uniti, perché ora più che mai mollare sarebbe la cosa più naturale e umana del mondo.

Nota a margine: non ha falsato il risultato (lo direbbero solo gli interisti) ma ringrazio comunque l’arbitro per averci fatto capire oltre ogni dubbio che un difensore può spingere un attaccante arrivandogli da dietro e non è mai rigore. Succede a Milik per due volte.


Promossi:

Milik: sembrava un acquisto utile a far rifiatare Vlahovic e attualmente è l’unico vero attaccante da poter schierare senza doversi tappare il naso. Bellissimo il gol, sempre giusti i movimenti. Quando a pochi minuti dalla fine arriva un cross in area e non c’è nessuno a riceverlo malediciamo Allegri per averlo tolto dal campo.

Fagioli: non mi spiego né perché non giochi sempre titolare né perché ad un certo punto della partita Allegri creda che sostituirlo possa generare vantaggi. Bello e concreto. Guardo lui, i suoi assist millimetrici, la sua visione di gioco e penso che il futuro sia suo, inevitabilmente. Sempre che non ci si metta di mezzo qualche dirigente incompetente.

Di Maria: quando è in forma, anche solo a metà, è superiore a qualunque altro giocatore di questo campionato. Lui lo sa e a volte esagera ma tra colpo di tacco e rigore è impossibile non rendersi conto di quanto sposti il valore della squadra.

Bocciati
Alex Sandro: sul primo e sul terzo gol mostra a tutti la sua incapacità di marcare gli avversari. Il perché Allegri si ostini a non cercare una soluzione alternativa a quest’ex giocatore resta un mistero. A 10 secondi dalla fine con la palla tra i piedi davanti all’aria anziché provare un tiro, fosse anche alla disperata, passa la palla indietro. Indecente.

Szczesny: il tiro che porta allo 0-1 gli piega le mani come se fosse in porta da 10 minuti. E la partita inizia in salita. Forse anche sul tiro del terzo gol sarebbe potuto essere più reattivo. Guardate le parate di Vicario e capite cosa significa avere un campione in porta.

Kostic: chi l’ha visto? Uscito dal campo fin troppo tardi visto la mancanza di contributi di qualsiasi tipo al match.

Miretti: gioca poco ma riesce a ritagliarsi il tempo per avere sulla coscienza il gol partita. Quello che, INCREDIBILMENTE, non segna a due passi dalla porta negli ultimi minuti. Inadatto. Di nuovo.


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