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Inter-Juve: sofferenza e gioia

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Era tanto tempo che non vedevamo una partita di quelle per cui dici: “valeva il prezzo del biglietto”. Questa Inter-Juve è stato una bel match. Per noi più che per gli interisti, ovvio, visto lo 0-1 finale. Di fatto però nessuno si è risparmiato.

Si faranno tante speculazioni sul possibile fallo di mano di Rabiot in occasione dell’azione del gol di Kostic. La verità è che, nonostante le visioni dei patiti dei fermo immagine e delle lenti d’ingrandimento, la Juve oggi ha vinto, MERITANDO.

Per 100 e passa minuti i nostri sono stati in campo senza distrazioni o leggerezze. Hanno saputo soffrire ma anche mostrare il tasso tecnico che, stranamente, spesso non viene così tanto fuori. Che sia merito delle motivazioni da Big Match, del palcoscenico di San Siro, dell’allenatore che nelle partite “scorbutiche” sa ancora districarsi bene, di fatto oggi siamo stati superiori. Superiori in ogni reparto.

Centrocampo da applausi, ai limiti della perfezione tra i recuperi palla di Locatelli (uno nella nostra area davvero spettacolare), le risalite in scioltezza di Rabiot (altissimo livello) e i palloni smistati con il contagiri da Fagioli (meriterebbe una telecamera dedicata).

Difesa imperforabile: le palle alte sono state tutte roba di Bremer, Gatti e Szczęsny. Per il resto c’è stato Danilo che con una grinta da leone non ha smesso di ringhiare nemmeno dopo il triplice fischio finale.

Fasce determinanti in cui De Sciglio (e poi Cuadrado) e Kostic, nonostante le differenze, sono stati capaci di vincere più duelli di quelli persi. Per Kostic poi c’è stato anche il gol, non banale.

Attacco “operaio”. L’unico reparto non esaltante ma dove Soulè e Vlahovic non sono stati certo a guardare o ad aspettare palloni. Hanno aggredito alto per tutta la partita avendo manforte anche dei centrocapisti e hanno saputo ripiegare con uno spirito di sacrificio superiore al solito.

Oggi non ci sono promossi e bocciati. Sarebbe difficile persino bocciare Paredes, espulso alla fine della partita (serve anche quello spirito). Oggi c’è solo gioia e, forse, un po’ di sconforto nel vedere Chiesa soffrire ancora fisicamente sopratutto perchè, seppure claudicante, mostra raggi di luce da campione vero.
Che bello sarebbe stato dargli il secondo gol!

Accontentiamoci, vah.

I migliori:
Kostic: suo il gol partita, sue, come sempre le sgroppate in avanti oggi unite anche a ottimi ripiegamenti.
Fagioli: lo ammetto, ormai sono dipendente da questo giocatore, dalle sue giocate, dalla sua visione di gioco, dai controlli di palla, dai tacchi che non sono un gesto ostentato ma, per lui, un modo come un altro di parlare al pallone. E a ciliegina sulla torta dai chilometri che percorre in campo.


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