Vai al contenuto

Dopo un lungo silenzio: è Coppa Italia

  • di
Condividi:

È durato tanto il silenzio di questo blog. Almeno quanto il silenzio agonistico della nostra squadra. Negli ultimi tre mesi la Juve era scomparsa, sommersa dalla mancanza di motivazioni aveva inanellato una serie di pareggi mai visti prima. Mosci i giocatori, demoralizzati e a volte nauseati noi tifosi.

Un rullino da retrocessione in campionato, un paio di botte di fortuna in Coppa Italia. Questo siamo stati.

E dunque eccoci, quasi senza sapere come, a giocarci un trofeo partendo però da sfavoriti. Certo che avremmo potuto vincerla, speravamo tutti potesse finire così com’è finita. Ma, altrettanto, sapevamo quanto fosse improbabile contro un’Atalanta in gran forma ed euforica per gli ultimi successi in campionato e coppa. Sarebbe servito un colpo di fortuna. Diciamola bene: sarebbe servita una botta di culo.

Quello che nessuno, credo, si sarebbe mai aspettato era una vittoria accompagnata da una grande prestazione. Già perché Juventus-Atalanta, finale di Coppa Italia, è stata questo: una bella vittoria.

Finisce 1-0 ma questo corto muso è stato diverso da tanti altri. Anzitutto è stato un risultato che sarebbe potuto essere anche più ampio (pensiamo al secondo gol in fuorigioco, alla traversa di quella sega di Miretti e al rigore negato). Poi, nonostante il tempo passato rinchiusi nella nostra metà campo, il nostro non è stato un passivo arrendersi all’arrembaggio dei nostri avversari. Abbiamo anche pressato alto, siamo ripartiti bene, ci siano mossi con un’energia, una voglia e una sincronia che da parecchi mesi non si vedeva. Abbiamo messo paura al nostro avversario che nel calcio è quello che serve per non essere ripresi quando si è passati in vantaggio.

Tanti giocatori che nell’ultimo periodo sembravano mediocri o appena sufficienti hanno mostrato di esserci con la testa e con le gambe. Penso su tutti a Rabiot ma anche a Danilo e a Iling Jr. Penso a Bremer e Gatti che in difesa non hanno sbagliato nulla. A Cambiaso, Mckennie e Chiesa, sempre generosi e con poche sbavature nonostante i km macinati. Penso a Nicolussi Caviglia, mai troppo considerato ma che, chiamato in causa, ha risposto: “presente”. Ai subentrati Yildiz e Milik, preziosissimo nel finale. E per ultimo ho tenuto l’uomo partita: Dusan Vlahovic, giocatore che per una sera ha superato le sue lacune tecniche mettendoci una cazzimma troppo spesso esibita più a parole che con i fatti.

Quasi mai sposo la visione del nostro mister ma stasera ha sintetizzato la vittoria di questa 15a Coppa Italia in maniera perfetta: “è stata una vittoria di squadra”.

A questo punto verrebbe da chiedersi dove fosse finita quella squadra nelle ultime 14-15 partite ma non è questo il momento dei dibattiti.
Anche perché tuttoormai sembra parlare di una svolta per il prossimo anno. Arriverà un nuovo allenatore, arriverà qualche nuovo giocatore e qualcuno andrà via. È giusto che sia così ma intanto, oggi, possiamo dire che, nonostante tutto, la stagione è stata salvata.

Tutto sommato è il modo migliore per salutare Max e questo suo secondo ciclo, un allenatore mai troppo amato ma, alla luce degli eventi, comunque vincente.

Migliore:

Vlahovic: forse la sua migliore prestazione in assoluto. A prescindere dai gol, quello convalidato e quello annullato per fuorigioco millimetrico, gioca una partita fatta di protezione di tantissimi palloni (suo tallone d’Achille), gesti tecnici, recuperi palla, sincronia con i compagni.

Peggiore:

Maresca e il Var: prestazione inadeguata per una finale ma anche solo per una partita di calcio. Maresca crede di essere lui il motivo per cui la gente paga il biglietto. Ha deciso che le spinte non sono mai fallo. Quando ha un dubbio fischia contro la Juve. Fa il duro, tira fuori cartellini in modo sparso e per motivi di lieve entità ignorando falli molto più gravi. Il VAR dopo la prima svista (già assurda) dell’arbitro decide di non vedere un rigore solare liquidando l’episodio in 2 secondi netti.


Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *